Hard Skills: tutto ciò che bisogna inserire nel CV

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Il mercato del lavoro è diventato molto competitivo. Richiede non solo laurea, specializzazione e conoscenze specifiche di tipo tecnico, ma anche una serie di competenze trasversali necessarie per un lavoro di squadra vincente. Caratteristiche che rendono il profilo del candidato completo e interessante per qualsiasi tipo di mansione. 

Tali competenze vengono chiamate soft skills e hard skills, un meraviglioso mondo nel quale ogni persona può esprimere se stesso attraverso capacità, attitudini e inclinazioni che vengono messe a disposizione dell’ambiente lavorativo nel quale interagisce.

Nell’elaborazione del proprio CV le hard skills assumono un enorme rilievo, poiché raccolgono tutte quelle competenze tecniche che vengono determinate dal percorso di studi, dalle esperienze formative e lavorative pregresse. 

Elementi oggettivi che possono essere dimostrati, quantificati e misurati mediante attestati, certificazioni e documentazione varia. 

Queste skills comprendono, dunque, quelle abilità necessarie per svolgere determinate mansioni, che possono essere incrementate da corsi di formazione o di aggiornamento, ma che devono essere già acquisite quando si affronta un colloquio di lavoro. 

Facciamo l’esempio di un’azienda che necessita di personale che conosca una determinata lingua straniera: in questo caso bisogna dimostrare di avere già una buona conoscenza della lingua richiesta, sebbene perfezionabile attraverso corsi e maggiore pratica.

L’importanza delle hard skills nel mondo del lavoro

In questa direzione, potremmo definire le hard skills come quelle abilità acquisite in specifici settori e che diventano necessarie per lo svolgimento di determinate mansioni. 

Tali facoltà devono essere in primo luogo apprese, poi collaudate e infine dimostrate in sede di colloquio e successiva messa in opera. 

Si tratta, come vedremo meglio in seguito, della conoscenza di una o più lingue straniere, della dimestichezza con programmi informatici di diversa natura o la capacità di scrivere bene lettere di vario tipo.

Idealmente, possiamo paragonare le hard skills a una cassetta piena di attrezzi che necessitano, per il loro impiego, di formazione tecnica, di aggiornamento costante e conoscenza specifica. 

In un mondo del lavoro come quello moderno nel quale è necessaria massima specializzazione e conoscenza della materia a 360 gradi, le hard skills diventano un’ancora di salvezza per farsi spazio nella rete aziendale europea, raggiungendo porti sicuri. 

A tal fine sono necessari corsi di formazione e master che diano una preparazione ottimale in determinati settori, addestrando il candidato ad affrontare anche le sfide professionali più complesse.

Durante la candidatura o nel corso del rapporto di lavoro, le abilità possedute determinano l’idoneità o meno a far parte di quell’azienda. 

Questo comporta la necessità immediata di dimostrare la competenza a svolgere determinate attività come la contabilità, l’home banking, la gestione dei server, la redazione di atti, articoli, lettere commerciali o la manutenzione di social network. 

Dimostrazione che passa prima per la prova documentale e dunque con l’esibizione di certificati e attestati e successivamente con la dimostrazione pratica “sul campo”. 

Possedendo una lista personale di hard skills dimostrabili, si hanno molte più possibilità di trovare lavoro e di essere scelti tra il mucchio, spesso privo di specializzazioni e competenze specifiche.

Potremmo dire che un recruiter esperto, quando valuta i candidati, esegue un doppio screening: il primo ha ad oggetto proprio le hard skills, per verificare se quel candidato possiede le competenze tecniche per svolgere le mansioni per cui si è proposto. Il secondo si basa sulle soft skills, quindi tutte quelle abilità trasversali e attitudinali che un candidato matura nel tempo.

Serve un architetto? È necessario avere esperienza minima di cantieri edili, di pratiche edilizie e degli ultimi programmi da disegno immessi sul mercato. Ma dopo la verifica del possesso delle hard skills, segue la fase che riguarda le attitudini caratteriali e dunque la capacità di affrontare problemi tecnici sconosciuti, di collaborare con i colleghi per lo sviluppo di un medesimo progetto, di convincere e persuadere il cliente che ha commissionato il lavoro o l’abilità a superare gli ostacoli tecnici in breve tempo e senza farsi travolgere dallo stress.

Hard skills più richieste in azienda: pronti a redigere il miglior CV della storia!

Grazie all’esperienza maturata negli anni, abbiamo imparato a riconoscere quelle hard skills più richieste durante un colloquio di lavoro e di cui bisogna tenere conto quando si redige il proprio CV.

Generalmente, la competenza più richiesta è la conoscenza di una lingua straniera di livello minimo A1, con maggiori possibilità se le lingue conosciute sono due o più. 

Segue la capacità di scrivere in modo chiaro e qualificato lettere, e-mail o documenti ufficiali, soprattutto se si tratta di mansioni amministrative e gestionali.

Tra le altre hard skills maggiormente richieste, emerge la capacità di utilizzo dei mezzi informatici, per questo potrebbe essere utile mostrare certificazioni che lo dimostrino come la European Computer Driving Licence (ECDL) o di altro tipo per un uso corretto di Word, Excel, applicazioni come Pec o altri strumenti. 

Sempre più diffuse sono le competenze in ambito di programmazione web e UX-UI design. Parliamo di lavori legati al mondo digitale che sempre più aziende necessitano. Tra queste abbiamo, ad esempio, la conoscenza dei principali linguaggi di programmazione come HTML, CSS e JavaScript e la capacità di analizzare e ottimizzare l’esperienza dell’utente all’interno di un sito web e/o app.

Ovviamente, se si tratta di settori specifici come l’ingegneria, l’architettura o il settore dell’editing, è necessaria una buona conoscenza di specifici programmi che sono alla base della tipologia di lavoro, come quelli che riguardano la progettazione, il calcolo strutturale o anche l’editing o creazione di contenuti da pubblicare su siti web o social media, considerando la mole di foto, video e articoli che ogni giorno vengono caricati sulle piattaforme presenti in rete.

Negli ultimi anni, inoltre, sta emergendo la richiesta di capacità analitiche per l’interpretazione e l’analisi dei dati, oltre al project management, che riguarda la gestione ottimale di qualsiasi progetto, con la certezza che venga concluso con esito positivo. Sebbene queste ultime possano sembrare più soft skills, si tratta invece di competenze che si acquisiscono con l’esperienza, lo studio e l’analisi di tecniche di gestione aziendale che vengono poi applicate nella pratica quotidiana.

Qual è la differenza tra hard skills e soft skills?

Le soft skills hanno ad oggetto competenze trasversali che riguardano le capacità relazionali e comportamentali che si poggiano sul background socio-culturale a cui si appartiene. 

Si tratta di doti caratteriali che condizionano lo stile e il modo di affrontare le sfide professionali e per questo sono “differenzianti” nella propria candidatura: capacità organizzativa, public speaking, problem solving ed empatia sono solo alcuni esempi delle Soft che bisogna acquisire.

Ecco, le soft skills fanno parte di quelle competenze che non possono mai darsi per scontate, perché richiedono una valutazione attenta del candidato prima come persona e poi come potenziale risorsa dell’azienda.

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